19/26 Marzo 2018

Shanxii, dalla brocca un liquore invecchiato di duemila anni. Quando hanno aperto i sigilli della brocca di bronzo rimasta sepolta per oltre duemila anni, probabile corredo funebre di qualche notabile della dinastia Quni nella provincia dello Shaanxi, In Cina (quella, per intenderci, dei guerrieri di terracotta della città di Xian), gli archeologi non si sarebbero mai aspettati di trovare un avanzo di liquore. E invece, la sorpresa. "La consistenza è un po' fangosa", hanno commentato, "ma è indubbiamente una bevanda alcolica". La provincia dello Shaanxi è tra le più ricche di reperti archeologici, con alcuni pezzi fittili che risalgono persino a tremila anni fa. I guerrieri di Xian furono scoperti da un gruppo di contadini intenti a scavare una pozza per irrigare i campi. Oggi lavorano dodici ore al giorno: firmano libri sulla loro stessa storia, all'ingresso del sito archeologico dell'Armata di terracotta, tra i più visitati al mondo. 

City of Darkness, 25 anni dalla fine. Venticinque anni fa le ruspe hanno cominciato a demolire i palazzi che da un secolo si erano accatastati intorno all'area di Kowloon, la parte di Hong Kong fuori dall'isola, creando l'area di occupazione abusiva più grande del mondo. Marzo 1993 segna infatti l'inizio della fine per quella che i coloni britannici chiamavano the City of Darkness,  la popolazione locale The Walled City: ovvero l'unica parte di Hong Kong che non si era arresa a sua Maestà la regina Vittoria. Lì Dentro, la vita volontariamente reclusa di oltre 50 mila persone, di ogni età, e pochi raggi di luce. Cinque anni dopo le ruspe contro la Walled City, Hong Kong torna ufficialmente in mano alla Cina con il trattato di handover del Luglio 1997. Oggi, nonostante la common law sia in vigore per altri 30 anni, l'inglese si sfilaccia sempre di più nelle conversazioni orecchiate per strada, sulla efficientissima metropolitana. Il cantonese, la lingua locale, cede spesso  il posto al cinese mandarino e i giovani si organizzano per chiedere l'indipendenza politica da Pechino.

Beijing Abstract, il primo movimento di pittura astratta cinese parla (anche) italiano. L'arte astratta non era cosa da cinesi. Almeno, non ufficialmente. Nonostante il veto politico, molti artisti della seconda metà del Novecento hanno sperimentato concetti astratti, spesso controrivoluzionari nella loro cripticità, senza ammettere di esserlo. Figurativo era l'unico codice ammesso, anche sulla scia dei grandi maestri del Seicento cinese (a sua volta ispirati da un'italiano: Castiglione, a cui oggi Taipei (Taiwan) dedica un grande museo. Poi, un italiano, insieme a 8 pittori cinesi contemporanei, hanno deciso di fare il passo. Nasce cosi' questo lunedi 26 Marzo Beijing Abstract, il primo movimento di artisti astratto -ufficiale- in Cina. Alberto Annesi, triestino e direttore della galleria d'arte Parkview a Central, è l'unico nome italiano sul manifesto.